Startup, proroga del regime speciale e incentivi aumentati

Moratoria sui debiti, 150 milioni per il venture capital e 80 milioni per Smart&Start

ROMA

La prima inevitabile risposta alla crisi per startup, incubatori certificati e Pmi innovative è che la permanenza nel registro speciale delle imprese, che dà diritto a incentivi e semplificazioni, si allungherà di 12 mesi: non più 5 ma 6 anni dalla data di costituzione. Si tratta di uno dei punti di un ampio pacchetto di misure per le giovani aziende innovative che dovrebbe entrare nel nuovo decreto sulle misure economiche, o in parte essere poi recuperato con emendamenti in Parlamento.

La bozza che Il Sole 24 Ore ha visionato contiene allo stato oltre dieci misure. Si conta di aumentare con 150 milioni (50 in meno rispetto alle prime ipotesi) la dote del Fondo di sostegno al venture capital del ministero dello Sviluppo, collegato al Fondo nazionale innovazione della Cassa depositi e prestiti, per investimenti nel capitale delle startup e per la sottoscrizione tra l'altro di obbligazioni convertibili o altri strumenti di debito rimborsabili. Il testo, ancora provvisorio e da blindare in consiglio dei ministri,

prevede poi di rialimentare con 80 milioni i finanziamenti agevolati “Smart & Start” gestiti da Invitalia e di assegnare 20 milioni per contributi a fondo perduto finalizzati all'acquisizione di servizi da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels. Il ministero dello Sviluppo punta inoltre  raddoppiare il credito di imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo se effettuati da startup e Pmi innovative, «anche allo scopo di incentivare studi e sperimentazioni utili per fronteggiare l'emergenza Covid-19».

Si interviene anche sul capitolo dell’accesso al credito. Si riserva alla sezione startup del Fondo centrale di garanzia una quota di 200 milioni. Più in generale, poi, si stabilisce per startup e Pmi innovative che hanno debiti bancari lo stop di 12 mesi per le revoche di aperture di credito, per la proroga dei prestiti non rateali con scadenza entro il 30 settembre 2020 e per la sospensione del pagamento delle rate. E, in parallelo, si estendono a questa categoria di imprese una parte delle misure del decreto Cura Italia, quella relativa appunto alle garanzie statali al 33% su rate sospese, prestiti con scadenze prorogate, aumento delle linee di credito.

Per quanto riguarda gli incentivi fiscali destinati a chi investe nelle imprese innovative - detrazione per persone fisiche e deduzione per persone giuridiche - si prevede per il 2020 un innalzamento dal 30 al 60%, con punta al 100% se si acquisisce l’intero capitale sociale della società. Va detto che si tratta della revisione di una norma già inserita nella legge di bilancio 2019 ma fino a oggi bloccata dalle regole Ue, ad ogni modo, in alternativa a questo schema, gli investitori potrebbero optare per incentivi entro i tetti del regime “de minimis” sugli aiuti di Stato: in questo caso la detrazione sarebbe del 50% per un massimo di 100mila euro con obbligo di mantenere l'investimento per almeno tre anni.

Il ministero dello Sviluppo economico intende anche rivedere il regime “Startup Visa”, per l’attrazione di investitori extra Ue, che finora ha dato risultati deludenti (sono stati concessi solo 9 visti speciali). L’idea è abbassare il livello minimo di investimento necessario per accedere al visto: da 1 milione a 500mila per operazioni nelle società di capitali (250mila per le startup).

Ulteriori interventi previsti al momento dalla bozza riguardano il supporto al trasferimento tecnologico e alla proprietà intellettuale. Nel primo caso, nascerebbe presso lo Sviluppo un Fondo specifico (si parla di 500 milioni) con attuazione affidata all'Agenzia Enea che allo scopo costituirebbe una Fondazione di diritto privato. Nel secondo caso, verrebbero assegnati 40 milioni per rifinanziare le misure Brevetti+, Marchi+ e Disegni+ rivolte alle Pmi. Infine, tra le proposte sul tavolo ci sarebbe anche un Fondo da 10 milioni per favorire la produzione di prototipi nel settore dei videogiochi.

 

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